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(it) Comunicato comunista anarchico sulla crisi economica globale e sul G20 [en, fr, ca]

Date Mon, 17 Nov 2008 21:22:50 +0100



Comunicato comunista anarchico sulla crisi economica globale e sul G20
[en,fr,ca]
1. L'attuale crisi è tipica delle crisi che con regolarità colpiscono
l'economia capitalista. La "sovrapproduzione", le speculazioni ed i
successivi collassi sono inerenti al sistema. (Come ha notato fra gli
altri Alexander Berkman, ciò che gli economisti capitalisti chiamano
sovrapproduzione è in realtà sottoconsumo: il capitalismo impedisce a
grandi numeri di persone di trovare la soddisfazione dei propri
bisogni, minando così i propri mercati.)
2. Qualsiasi soluzione alla crisi che i capitalisti ed i governi
possano ideare rimarrà una soluzione all'interno del capitalismo. Non
sarà una soluzione per le classi popolari. Infatti, così come in ogni
crisi, a pagare saranno i lavoratori ed i poveri, mentre il capitale
finanziario si salva con ingenti somme di denaro. Si tratta di una
situazione che con ogni probabilità continuerà. Nessun cambiamento
all'interno del capitalismo può risolvere i problemi delle classi
popolari; ancor meno potrebbe giungere una tale soluzione da un
singolo politico quale Barack Obama. Il di più che tali politici
riescono a fare è svolgere un ruolo nell'offrire una via d'uscita ai
capitalisti, e forse lasciare qualche briciola alle classi
lavoratrici.
3. Il salvataggio delle banche dimostra non solo quali interessi lo
Stato serve, ma anche la propensione del tutto pretestuosa dei
capitalisti ad ergersi quali difensori del libero mercato. I
capitalisti hanno sempre parteggiato per i mercati quando sta comodo a
loro, e per la regolamentazione statale e i sussidi quando gli
servono. Il capitalismo non avrebbe mai potuto esistere senza il
sostegno dello Stato.
4. Negli USA, nel Regno Unito ed altrove, il salvataggio delle banche
prende la forma di nazionalizzazione degli istituti finanziari, con il
pieno approvazione del capitale. Ciò dimostra che i capitalisti non
hanno alcun problema rispetto alla proprietà statale, e che la
nazionalizzazione non ha niente a che fare con il socialismo.
Anch'essa può essere un buon modo per turlupinare la classe
lavoratrice. Dovremmo essere noi a prendere il controllo sull'economia
e non lo Stato.
5. A causa della globalizzazione del capitale sotto il neoliberismo,
la classe dominante riconosce che anche la soluzione non può che
essere globale. Il G20 si riunisce dal 15 novembre per discutere la
crisi ed è un fatto significativo. I capi degli USA, dell'Europa e del
Giappone cominciano a capire che non possono affrontare il problema da
soli; che oltre a se stessi, hanno bisogno delle altre potenze, in
particolare della Cina (che sta per diventare uno dei massimi
produttori industriali ed è prossimo a diventare la terza economia del
mondo). Anche l'India, il Brasile ed altre economie "emergenti"
avranno un posto al tavolo. Potrebbe essere questo il riconoscimento -
già sussurrato da qualche anno - che le decisioni economiche al mondo
d'oggi non possono essere prese dal solo G8. E' probabile che si
tratti di un cambiamento nella gestione del sistema economico globale.
6. Non poniamo le nostre speranze nell'inclusione delle nuove potenze
capitaliste. Il governo cinese si spaccia per socialista; altri, quali
Lula del Brasile e Motlanthe del Sud Africa, si spacciano per campioni
dei poveri. Ma sono tutti difensori del capitalismo, sfruttatori e
oppressori dei loro popoli, e sempre più sfruttatori imperialisti o
sub-imperialisti di altri popoli.
7. Le classi popolari devono mobilitarsi, se si vuole che questa crisi
non porti ad una totale sconfitta per le classi popolari di tutto il
mondo, alla povertà, allo sfruttamento ed alla guerra. Rivendichiamo
il salvataggio, non dei capitalisti, ma di noi stessi. Noi comunisti
anarchici ci batteremo perché chi ha comprato casa con un mutuo
subprime possa essere salvato e possa tenersi la casa. Continueremo a
sostenere e ad impegnarci nelle lotte per il lavoro con uno stipendio
migliore, per la riduzione dell'orario di lavoro, per la casa, per i
servizi pubblici, per la sanità pubblica, per il welfare e la scuola
pubblica, per la protezione dell'ambiente. Ci battiamo per mettere
fine alle guerre imperialiste ed alla repressione che colpisce la
nostra classe e le sue lotte.
8. Queste rivendicazioni vengono fatte ora in risposta alla riunione
del G20, ma continueremo a farle in futuro. Attraverso tali
rivendicazioni ed attraverso l'azione diretta possiamo realizzarle, e
lavoreremo verso la costruzione di un movimento globale delle classi
popolari che possa porre fine al capitalismo, allo Stato e alle crisi
che questi creano.

Firme:
Alternative Libertaire (Francia)
Federazione dei Comunisti Anarchici (Italia)
Melbourne Anarchist Communist Group (Australia)
Zabalaza Anarchist Communist Front (Sud Africa)

http://www.anarkismo.net


Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca -A- fdca.it>
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