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(it) CcD FAI: Giustiza di stato
Date
Sat, 15 Nov 2008 15:59:50 +0100
GIUSTIZIA DI STATO
La sentenza del 13 novembre 2008 con la quale i giudici della prima
sezione penale del tribunale di Genova hanno mandato assolti i vertici
della polizia, che dei pestaggi alla Diaz sono invece responsabili,
dimostra in maniera esemplare come, in un contesto di autoritarismo
crescente, anche la magistratura si avvii ad amministrare una
giustizia di regime.
Di fatto, questa sentenza ricalca l'ordine giuridico che fu del
fascismo, per il quale i protagonisti del regime e gli uomini in
divisa che quel regime sostenevano, godevano sempre e comunque di una
sostanziale impunità.
Se il presidente Gabrio Barone e i giudici a latere Anna Leila
Dellopreite e Fulvia Maggio (è bene tramandarli, questi nomi) avessero
avuto un minimo di pudore, anche ammesso e niente affatto concesso che
il capo della polizia e i suoi diretti collaboratori non avessero
progettato e attuato alcun piano, quel presidente e quei giudici
avrebbero dovuto riconoscere almeno il reato di omissione di controllo
dei vertici nei riguardi degli agenti autori dei pestaggi. Per la
stessa giurisdizione militare (e non solo) ogni comandante, infatti,
risponde in solido dei reati commessi dai propri sottoposti.
In continuità con la sentenza emessa per i fatti della caserma di
Bolzaneto (dove – ricordiamolo – furono compiute vere e proprie
torture fisiche e morali a danno di manifestanti del tutto inermi), il
tribunale di Genova anche questa volta copre spregiudicatamente i
delitti che lo stato e i suoi servi compiono nei confronti dei
cittadini, riaffermando in tal modo il principio di una giustizia che,
mentre colpisce con durezza estrema chi contrasti il potere, assolve i
carnefici che quel potere garantiscono.
Ma le immagini, riproposte dalle televisioni di tutto il mondo, di
quei due poliziotti che portano all'interno della scuola Diaz due
molotov per giustificare l'uso della loro violenza brutale – un modus
operandi ricorrente delle cosiddette forze dell'ordine dai tempi di
Scelba a quelli di Cossiga e di Scajola – quelle immagini, insieme con
le altre delle vittime insanguinate, nessun giudice di regime potrà
sottrarle alla memoria di quanti si oppongono, come del resto si sono
opposti, a tutte le stragi perpetrate dallo stato in Italia e alle
menzogne con le quali si è tentato di occultarle.
Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI
Palermo, 14/11/2008
cdc@federazioneanarchica.org
www.federazioneanarchica.org
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