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(it) Milano: Presidio contro classi e quartieri ‘differenziali’ sabato 8/11

Date Tue, 4 Nov 2008 10:55:41 +0100



8 novembre Presidio
Via i militari dalle nostre scuole e dalle nostre strade, via dalle guerre.
Per una scuola libera, gratuita, contro ogni razzismo.
Sabato 8 novembre, ore 14
presidio ai giardinetti di viale Padova, angolo via Arquà
*************************************************************
Io non ho paura
Lettera alle studentesse e agli studenti
Carissime e carissimi,
con l'irrompere, nelle scuole e nelle Università, nelle piazze e nelle
strade, del vostro Movimento, sono subito arrivate le azioni di
controllo sociale preventivo e repressivo dello stato.
Di fronte alla vostra (e nostra) mobilitazione, di fronte al vostro (e
nostro) desiderio di vita, dopo la presenza spropositata di forze di
polizia in assetto di guerra davanti all'Ufficio Scolastico Regionale
il 17 ottobre, dopo le cariche della polizia in piazza Cadorna, dopo
le "istruzioni dettagliate" di Berlusconi e le minacce di Maroni
contro le occupazioni, si moltiplicano gli episodi di intimidazione
nei quartieri e davanti alle scuole: tra gli ultimi in ordine di
tempo, quello alla metropolitana di S. Donato, dove un gruppo di
studenti, insegnanti e genitori del Comitato Scuole di S. Giuliano
M.se, è stato fatto oggetto di intimidazione da una pattuglia di
militari e carabinieri, in occasione della manifestazione del 30
ottobre; ma si tratta solo d'un esempio tra tanti: telefonate di
carabinieri alle scuole per sapere se c'è bisogno di loro…, controlli
sui nomi degli scioperanti… etc.
Militari nelle strade, controlli polizieschi e telecamere dappertutto
sono i mezzi che le classi dirigenti italiane stanno usando per
assicurarsi la pace interna e poter far pagare la loro crisi agli
strati deboli della società. In prima fila ci sono i lavoratori
'stranieri', ai quali vogliono imporre condizioni di vita e di lavoro
da schiavi. Ma per avere la «pace interna», stanno scatenando una vera
e propria guerra: sgombero dei campi Rom; retate quotidiane di
immigrati, nei quartieri e sui mezzi di trasporto; detenzione nei
CPT-CIE, e infine via libera ad aggressioni e assassinii, come quello
di Abba. Questa guerra interna è lo specchio fedele di quelle guerre
esterne, che chiamano «missioni di pace» e che portano morte a uomini,
donne e bambini in Afghanistan, Irak e Libano.
Di fronte agli orrori che stanno scatenando, hanno paura di ogni forma
di dissenso e di opposizione a nuovi sacrifici, come i tagli a scuole
e Università. Ma sono loro che devono aver paura. Non noi.
Con voi, in queste belle giornate di lotta, abbiamo attraversato le
strade di Milano, frequentato le scuole e le Università, dove gli
incontri, i capannelli, le assemblee ci hanno fatto sperare, per la
prima volta dopo tanto tempo, nella nascita d'una nuova onda del
conflitto sociale.
Per questo, a voi che avete posto sul tappeto la questione dello
"spazio pubblico" dei luoghi dell'istruzione, a voi chiediamo di
rivendicare con noi, per tutti e tutte, d'ogni colore e luogo di
provenienza, lo "spazio pubblico" della città.


Se ci rubano scuole e libera formazione,

se vogliono farci pagare i costi delle guerre e della crisi,

se vogliono imporci un modello di società razzista, militarizzata e da
"grande fratello" (Orwell, 1984),

riprendiamoci le città e iniziamo a dire:

via i militari dalle nostre scuole e dalle nostre strade, via dalle
guerre. Non vogliamo pagare i costi economici, politici e culturali
delle vostre guerre interne ed esterne.

Contro le minacce di denunce e repressione del Movimento, contro tutte
le intimidazioni,

diciamo insieme "Io non ho paura". Prendiamoci ogni spazio pubblico e
rivendichiamolo come nostro, di tutti e tutte, contro ogni logica di
sua militarizzazione.



Incontriamoci con le persone più oppresse, sfruttate e ricattate di
questa società, per sostenere una lotta comune:

contro classi e quartieri 'differenziali',

contro ogni forma di razzismo dentro e fuori dalle scuole.



Sabato 8 novembre, ore 14, ai giardini di Via Padova angolo Via Arquà





Comitato Antirazzista Milanese

(info@antirazzistimilano.org – tel.347.2509792)





fip Mi 4 nov 08

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Me gustan los estudiantes






Viva gli studenti,
giardino di gioia!
sono uccelli che non si spaventano
per bestie feroci o polizia,
non li spaventano gli spari
né il latrato dei cani.
Caramba y zamba la cosa,
evviva l'astronomia!
Viva gli studenti,
che ruggiscono come il vento
quando gli si avvicinano
tonache o reggimenti;
uccellini libertari,
proprio come gli elementi.
Caramba y zamba la cosa,
evviva gli esperimenti!
Mi piacciono gli studenti,
perché sono il lievito
del pane che tutto fragrante
uscirà dal forno
per la bocca del povero,
che mangia con amarezza.
Caramba y zamba la cosa,
viva la letteratura!
Mi piacciono gli studenti
perché s'incazzano
quando gli dicono «è farina»
quella che tutti sanno che è crusca,







e non fanno i sordomuti
quando si trovano di fronte ai fatti.
Caramba y zamba la cosa,
il codice del diritto!
Mi piacciono gli studenti,
che camminano sulle rovine;
con le bandiere in alto
vanno gli studenti tutti insieme;
sono chimici e dottori,
chirurgi e dentisti.
Caramba y zamba la cosa,
evviva gli specialisti!
Mi piacciono gli studenti,
che vanno nel laboratorio
e scoprono ciò che si nasconde
dentro il confessorio;
hanno ormai una gran carriola
che è arrivata fino al purgatorio.
Caramba y zamba la cosa,
i libri che spiegano la verità!
Mi piacciono gli studenti,
che hanno molta chiara eloquenza
alla santa borsanera
hanno tolto le indulgenze;
perché fino a quando durerà
signori, per noi la penitenza?
Caramba y zamba la cosa,
viva tutta la scienza!



Violeta Parra




contro classi e quartieri 'differenziali',

contro tutte le intimidazioni verso il Movimento,

contro ogni forma di razzismo dentro e fuori dalle scuole,
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